Cogliere l’attimo

October 13th, 2011 · 1 Commento

Mi è piaciuta l’immagine del surfista che cavalca le onde del tempo. Ma anche il suggerimento delle parole. E’ per questo che oggi segnalo il post di un collega blogger che con il suo “Diario di bordo” semina pillole che inducono alla riflessione. Che è un pò ciò che si fa con il coaching, con le domande intriganti, quelle che interrompono il respiro e accendono lampadine sfolgoranti.

E poi, ho trovato una frase molto adatta al professionista attuale, sempre alla ricerca della sua nicchia di business, spesso auto-frenato da mille scuse, tra le quali “ah! avessi tempo…” che invece nascondono il coraggio che manca.

“Se hai tempo di fare una cosa oggi, se ti viene in mente un’idea oggi, realizzala oggi e non domani. Il tempo perso non ritorna più, se ne va per sempre, proprio come i soldi: soldi e tempo vanno spesi bene, sperperarli è da stupidi.”

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Business conversations

October 7th, 2011 · 1 Commento

Dialogare, comunicare, interagire parlando, narrare, raccontare…

molti sono i modi del conversare che accomunano le persone, anche nel mondo del business. L’esempio più recente è di Storyfactory e Intesa San Paolo con il progetto BanKing, esperienza particolare e unica di corporate graffiti, guidata dall’artista Verbo.
“Immaginiamo il futuro” ha intrecciato visione interna e comunicazione esterna, linguaggio manageriale e trasgressione controllata attraverso l’arte del wall writing. Intesa San Paolo apre le porte e mostra con coraggio la propria idea di innovazione formativa all’interno della Settimana della Comunicazione, a Milano.
Come osa una banca, istituzione rigida per eccellenza, fatta di procedure e controlli, aprire alla trasgressione e alla possibile disobbedienza? Lo fa nella sicurezza dell’ambiente formativo, cavalcando l’identità di un gruppo aziendale in continua evoluzione e la novità educativa della narrazione guidata da Andrea Fontana &co., gente appassionata che trasforma il racconto in storia visibile, in questo caso sulle pareti di sei rampe di scale interne, abilmente dipinte da writers improvvisati.

Perché business conversations? In azienda o dell’azienda?
Nel tempo attuale della socialità spinta, non possiamo esimerci dal conversare, specialmente in momenti di evidente turbolenza. La mobilità, pure, ci porta alla chiacchiera divulgata, sia per via dei team virtuali, sia per il nuovo modo di operare nel web. Dove, guarda un pò, appaiono le nuvole (cloud) non solo tecnologiche. Il coraggio di osare, e di parlare, porta al narrare per comunicare, ed il feedback diventa ossigeno per respirare a pieni polmoni, insieme al mix di tecniche di comunicazione innovativa, coerente e non banale. La relazione se ne avvantaggia non poco. Attenzione, mai far mancare il controllo: per guidare la storia e la reputazione, per non subire inciampi anche finanziari, per evitare confusione. Steve Jobs, caro amico di cui già sentiamo la mancanza, è grande esempio di conversazione nel business.

Che c’entra con il coaching? Vedo evidenti similitudini; non siamo anche noi costantemente impegnati in diverse e multiple conversazioni?

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A proposito di “coaching”

October 6th, 2011 · 3 Commenti

Prendo spunto da un post di Paolo Terni, studioso del coaching che seguo con rispetto. Mi piace la sua affermazione che “il coaching è semplicemente una conversazione orientata e progettata per supportare i clienti nell’evoluzione delle proprie performance e nel progresso delle loro vite/carriere”

Ne parla anche un chirurgo - Atul Gawande - in un lungo ma scorrevole articolo del New Yorker, riassumendo il punto di vista del cliente: “Non importa quanto le persone siano ben addestrate, pochi sono in grado di sostenere le loro migliori prestazioni da soli. E’ qui che interviene il coaching.”

Traduco e riporto anche la frase che - suggerisce Paolo - dovrebbe essere appesa in ogni angolo dove si pratica coaching: “Il tipo di coaching che incoraggia l’effettiva innovazione ed il buon senso, non soltanto la replica delle tecniche, può non essere di facile apprendimento. Eppure la società attuale dipende sempre di più da gente comune che si assume la responsabilità di fare cose straordinarie: operare all’interno di corpi umani, insegnare concetti algebrici di ottavo livello con cui pure Euclide avrebbe lottato, costruire autostrade attraverso le montagne, fabbricare un network internazionale di computer wireless, gestire una fabbrica, ridurre il tasso criminale di una città. Senza guida, quante persone sarebbero in grado di completare compiti così complessi al livello che desideriamo? Con un diploma, pochi diventano maestri; con un buon coach, molti possono farlo. Trattiamo la guida dei professionisti come un lusso - sappiamo bene cosa viene tagliato per primo quando i budget soffrono. Eppure il coaching si rivela indispensabile per il successo della società attuale.

C’è stato un momento nello sport in cui inserire un coach era inimmaginabile - poi c’è stato un momento in cui non farlo era inimmaginabile. Siamo attenti ai risultati nello sport; se siamo attenti ai risultati nelle scuole e negli ospedali soltanto al 50%, potremmo arrivare alle stesse conclusioni.”

Anche in azienda, aggiungerei.

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I 10 comandamenti del social networker

September 29th, 2011 · 2 Commenti

Nell’intento di essere presenti nel mondo virtuale di cui siamo ormai parte (se decidiamo di volerne essere parte), ci scateniamo in accese discussioni saltellando da un gruppo Linkedin all’altro; pubblichiamo notizie pseudo-interessanti sui diversi profili Facebook che abbiamo costruito; sintetizziamo pensieri e aforismi nell’avaro Twitter; ci dilunghiamo nei nostri blog, invadiamo di articoli i blog di altri, che - sempre alla ricerca di materiale da pubblicare - non aspettano altro che di inserire ciò che proponiamo. Talvolta questa proliferazione di parole non è degna di essere letta, tanto è povera di contenuti e di stile.

I 10 comandamenti del social networker, estratti da un post di MyMarketing, e riordinati dalla sottoscritta, recitano così:

  1. Pensare prima di scrivere: meglio evitare gli sproloqui digitali, le offese e le semplici nullità ma cercare di fare osservazioni concrete e significative
  2. Essere autentici: essere reali e dimostrare che dietro ad un nome e una foto c’è una persona non costruita; evitare le auto-promozioni mascherate da articoli o post
  3. Esprimere rispetto: come nella vita quotidiana, bisogna rispettare il prossimo
  4. Essere educati: commentare è giusto ma bisogna farlo conoscendo i fatti e chi partecipa nella conversazione, evitando di esprimere inutili e impropri giudizi taglienti
  5. Libertà di critica costruttiva: esprimere il proprio parere non vuol dire criticare in modo sperticato
  6. Non strafare: scrivere il giusto senza esagerare, anche nella lunghezza del post. Se l’argomento è complesso meglio utilizzare una email o dialogare direttamente con l’interessato
  7. Scrivere con chiarezza: definire in maniera semplice quali sono gli obiettivi della propria presenza nei social network, evitare la retorica e la sterile polemica
  8. Coraggio nel rispondere sempre, anche quando i commenti sono negativi; ignorarli o cancellarli può danneggiare gravemente la propria immagine
  9. Distanza e diversità: ricordarsi che dietro ogni tastiera c’è un essere umano proveniente da qualsiasi parte del mondo, con tradizioni e culture diverse dalle proprie
  10. Non giudicare: mai arrivare a conclusioni affrettate o giudizi inopportuni

Viene in mente nulla? E mi ci metto anch’io.. promettendo maggior attenzione a cosa scrivo, dove scrivo e quanto scrivo!

 

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CoachMag nr 6

September 23rd, 2011 · 0 Commenti

L’hai letto? Non ancora? CoachMag nr 6 parla di TEAM & GROUP COACHING, uno dei temi più caldi del momento. Per via delle aziende che stanno scoprendo il potere dei team che lavorano all’unisono e collaborano invece di lottare, per via dei coach che amano sperimentarsi e poi condividere. Dopo qualche tempo, ora cominciamo ad avere le idee chiare sul cos’è e sul come si fa: gli articoli dei colleghi-coach ne sono la prova. In molti ne parlano, le linee guida si assomigliano. Il Group Coaching assume una sua identità.

Una variante interessante è il team al femminile, così come il team virtuale e il team di coach. CoachMag nr 6 esplora anche questo. E poi, si parla di WABC, si raccontano storie futuribili e metafore: il resto (libri, eventi e molto altro) lo trovi nel sito www.coachmag.it

CoachMag nr 6 è disponibile in abbonamento. 25€ per 4 numeri. Abbonati QUI

Per il prossimo numero di CoachMag il tema trainante è il Coaching al Femminile. Vuoi contribuire con un articolo? Proponiti a hello@coachmag.it : la scadenza per ricevere gli articoli è il 30 ottobre 2011.

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Raccontare storie

September 20th, 2011 · 0 Commenti

La conversazione di coaching ha bisogno di storie e di metafore. Quante volte ci siamo trovati a condividere casi, situazioni, racconti che esprimano similitudini, emozioni o semplicemente fatti accaduti? Lo storytelling diventa arte, slitta dal marketing al coaching, dal business alla traduzione di sentimenti.

Andrea Fontana, vero esperto del racconto d’impresa, esplora le dinamiche narrative e la loro influenza sui processi comunicativi attuali; offre strumenti di storytelling per presiedere la conversazione di business; guida i flussi comunicativi e narrativi delle aziende.
A Milano, il 6 ottobre, dalle 17.00 alle 20.00

Ingresso gratuito, iscriversi QUI

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Aperitivo con metafora

September 14th, 2011 · 0 Commenti

Come funziona la metafora? Come la si utilizza, come la si progetta? Cosa c’entra l’aperitivo?

Giochiamo che eravamo dei formatori: la Community dell’Apprendimento Esperienziale presenta Metaforming (libro di Marco Alberto Donadoni per crescere e migliorare attraverso l’esperienza in metafora) e offre giochi, aperitivo e networking.

Venerdì, 30 settembre 2011 - 17,30/20,30

Libro in regalo, esperienza di gioco della navigazione spaziale, aperitivo e networking: ottima occasione per tuffarsi nella metafora scoprendo come utilizzarla nella formazione e nel coaching. Posti limitati: chi prima arriva, si iscrive e partecipa. Tutti i dettagli nel sito

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Global Coaching Study 2011

September 9th, 2011 · 0 Commenti

Un’indagine sul Coaching di grande prestigio, un progetto di ricerca tra i piu’ ambiziosi, lanciato da ICF Global e realizzato da PWC (PricewaterhouseCooper). Vuoi partecipare? Fallo ora, il questionario è anche in italiano: clicca qui. L’indagine e’ aperta a tutti i coach, membri e non membri ICF.

Contribuirai a stabilire lo stato dell’arte della professione del coaching in Italia e nel mondo, offrendo il tuo punto di vista sulle tendenze del settore. Come riconoscimento al tuo impegno, durante il mese di febbraio 2012 ti verra’ inviata in anteprima una copia dell’Executive Summary del Global Coaching Study 2011.

Se conosci altri coach che potrebbero essere interessati a partecipare, invitali a visitare la pagina del sito web ICF Global o direttamente il sito di avviamento dell’indagine, e a rispondere alle domande del questionario.

Grazie.

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