Abbiamo tutti bisogno di favole

copertina Foresta delle Illusioni

La Foresta delle Illusioni è un libro di Alessandra Marconato.

Un libro di favole per bambini? O per adulti? O meglio, per adulti consapevoli? Per chi sa leggere tra le righe? Insomma, mentre iniziavo a leggerlo, lo sentivo adatto al mio nipotino cinquenne, che si appassiona alle storie che hanno il gusto del mistero. Però trovavo anche delle assonanze con le riflessioni, volute e consapevoli, di un adulto che si guarda dentro. Soprattutto, visto che il Coaching mi ha regalato una piacevole deformazione professionale, in certi passaggi ci vedevo degli insegnamenti – o dei riferimenti – belli e buoni. Sentite qui: “Fai attenzione, Cavaliere, a chi non ha mutato natura in modo completo. L’aspetto è di farfalla, il cuore e la mente sono di bruco. Essi pretenderanno il posto di maestro senza averne titolo e, visto che la loro forma è di farfalla, sarà difficile scoprirne la sostanza di bruco.” E non dico altro.

Anzi, sì, dico che mentre leggo penso al mio nipote cinquenne: forse se gli leggo adagio questa storia, ché lui ancora non sa leggere da solo, riesco a trasmettergli quel sapere e quegli insegnamenti nascosti nella Foresta. Sono io che mi illudo, stavolta? Sono io che leggo troppo tra le righe? Eppure sono convinta che esistano libri che appena li prendi in mano trasmettono emozioni, inducono riflessioni, lasciano strascichi. Questo è un libro che se lo avvicini con la mente aperta suscita rintocchi durevoli, pensieri come reti da pesca. Mi piacerebbe leggerglielo almeno una volta l’anno, e chiedergli: “cosa ti dice questa storia, quest’anno?”, perché immagino che possa – la storia – indurre riflessioni diverse nei diversi periodi della crescita.

Più avanti nella lettura mi dico che, in effetti, forse questo racconto è più utile a persone mature, che riescano a cogliere significati nelle metafore. Allora mi immagino gruppi di persone che ne leggono insieme un capitolo o due, e si immergono in riflessioni corali del tipo: ” cosa ti suggerisce questo passaggio? Ti ci riconosci, e come? C’è forse un episodio della tua vita che ti suona simile? “. E da qui tutta una serie di domande a cui ognuno potrà dare le proprie risposte, ed uscirne ricaricato. Lo vedo anche, questo libro, come uno strumento di Coaching, e non sto qui a dire come – a mio parere – andrebbe usato.

Poi uno sceglie a chi dar retta.

Verso la fine mi imbatto nella postfazione di Alessandra: ha fatto bene a mettere in fondo la sua introduzione al libro. Da brava coach, lascia che il lettore emetta il suo giudizio, decida se e come interpretare il racconto, prima di spiegare qualcosa.

Il susseguirsi degli eventi, nel racconto, rende la storia attiva, mai stanca. Eppure è una storia serena, senza ansie né attese, una passeggiata che senti leggera, di cui non vuoi vedere subito la fine, di cui ti interessa il prosieguo.

È uno di quei libri un po’ vecchio stile elegante, parole che si leggono bene, capitoli corti, stampato su carta patinata, bella da toccare. Tutti i sensi vogliono la loro parte, nella lettura. Le illustrazioni, della stessa mano dell’autrice, quella maga dell’Alessandra Marconato, sono tenui e suggestive, un tocco d’arte tra un capitolo e l’altro.

Chiudo questa recensione con il regalo di uno stralcio: “A un certo punto della tua vita dovrai decidere: sarai aquila o gallo?”. E ancora: “In questa Foresta ci sono cose che solo io posso vedere”. E infine c’è un pezzo bellissimo che termina così: “Ciò che sei vale sempre. Non lasciarti convincere a cambiare. Cambierai se lo deciderai tu (…), non hai l’obbligo di cambiare perché fa piacere ad altri.”

Quindi? Vi è venuta la curiosità di leggerlo?

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