Il nuovo che avanza

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Ci sono eventi che ti acchiappano fin dall’inizio.

Probabilmente perché il tema ti interessa, ma pure perché sono presentati bene.

I signori di Linea d’Ombra, e in particolare il curatore della mostra Marco Goldin, sono davvero accurati. Partono con mesi di anticipo, a creare interesse per l’evento. Questo evento, Storie dell’Impressionismo, è stato abbondantemente raccontato sin dall’inizio, proprio dalla sua progettazione in poi, come quei veri casi di storytelling applicato di cui ti parlano nei corsi di formazione.

Marco Goldin ha cominciato a narrare dei quadri che avrebbe portato alla mostra, ha pubblicato interventi e racconti, ha organizzato momenti teatrali in molte città d’Italia per far sapere che in un certo periodo dell’anno, a Treviso, ci sarebbe stata una mostra imperdibile. Lui lo dice, noi ci crediamo: perché ne mostra le prove, regalando notizie e frammenti narrativi che accrescono la curiosità e portano a comprendere un argomento non proprio a diffusione popolare. In più, ha organizzato un paio di viaggi per una cinquantina di partecipanti nelle zone delle pitture più note, per l’epoca protagonista della mostra. Stiamo parlando degli impressionisti, pittori progressisti che hanno portato la pittura ad una svolta epocale. Quindi ha proposto diverse serate educative sull’arte degli impressionisti, sempre a Treviso. Il sito è sempre aggiornato, così come la pagina Facebook, e offre generosamente formazione e informazione. Non può non venirti voglia di andare a vedere con i tuoi occhi le bellezze che ti racconta.

Quindi ci vai, e scopri che è tutto vero, quello che ti ha mostrato a parole e immagini è tutto lì da ammirare, e c’è pure una giovane guida che ti racconta storie sui quadri, storie inerenti e storie laterali. Molto brava e preparata, la guida. Va un po’ di fretta, se proprio vogliamo sottilizzare, ma ci sta, è la legge del gruppo e del tempo tiranno, via uno che ne arriva un altro. Comunque puoi tornare indietro e riguardarti i quadri che ti sono piaciuti tanto, e quelli che non hai visto bene, e nel frattempo hai imparato qualcosa di più di ciò che già sapevi, o hai consolidato ciò che avevi appena sfiorato.

Da qualche anno seguo Linea d’Ombra, sono stata a diversi eventi organizzati da loro e ho imparato molto sulla pittura, sui quadri, sulle tecniche, sulle epoche storiche – proprio io che non ne sapevo molto, e quel poco lo trovavo noioso – apprezzando molto meglio anche gli altri momenti di visione artistica che mi capita di frequentare, e che magari ora vado a cercare.

Ancora una volta: ma quello che ci stai raccontando che c’entra con il coaching? C’entra, eccome. Ciò che mi appare sempre più chiaro, è che i binari paralleli a quelli che frequentiamo di solito nascondono informazioni di grande valore per il nostro lavoro. Le idee arrivano da dove meno ce le aspettiamo: leggendo un romanzo, guardando un film, visitando (appunto) una mostra, o entrando in connessione con un ambiente di cui sappiamo poco. In una parola: la curiosità può renderci un professionista più attento all’evoluzione del nostro ambiente, a patto di prestare attenzione ai possibili collegamenti.

Quindi, il mio consiglio è prima di tutto andate a vedere questa mostra, perché merita (a Treviso, fino ad aprile 2017); poi, occhi e orecchie aperti a ciò che capita qui accanto, chissà che si noti qualcosa di utile o interessante, e che copiando-adattando-incollando si scopra il nuovo che avanza.

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