Emersioni natalizie: quale meta?

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Mi ero preso qualche appunto per un post di fine anno “istruttivo”. Cioè, a quali corsi cominciare a pensare di iscriversi per la prima parte del 2016. Ma lo sforzo finale per il varo del mio nuovo sito personale ha assorbito tutta la mia attenzione e le mie energie di questi giorni, e così sono arrivato alla vigilia di Natale, e francamente mettermi “in aula” anche stamattina… ecco, ci siamo capiti.

Anche perché avevo deciso che questa volta non avrei permesso alle feste natalizie di piombarmi davanti all’improvviso, come invece è capitato negli ultimi anni. Consapevolezza, presenza, e pure celebrazione dei successi e dei passaggi importanti: è bellissimo accompagnare gli altri in questo, ma farlo in prima persona è meglio ancora, no?

E quindi? Una colonna sonora evocativa con l’Oratorio di Natale di Bach, una lettura gratificante con gli auguri dei coachee e i feedback sul sito nuovo, e un’ispirazione – profonda e leggera – con il post di Alessandra Farabegoli, la quale dice di essere “una che arriva da fuori” e allora tu pensi “beh, esattamente come un coach…”. La quale invece di auspicare, come tutti, che tu possa “realizzare ciò che desideri”, ti fa un augurio molto più saggio: “avere una meta per cui valga la pena camminare”.

Ecco: dare un nome, cognome e indirizzo a quella meta, fissare coordinate precise che vadano al di là delle idealistiche dichiarazioni di amore verso il coaching o verso l’umanità, è stato forse lo sforzo principale di questo 2015 per me. Ebbene sì: di queste ri-partenze se ne possono avere anche dopo anni di onorato servizio professionale. Sono tornato a lavorarci sopra io, ma negli ultimi 2 o 3 mesi ho pure avuto la ventura (il caso esiste? mah…) di accompagnare con il coaching più di una persona proprio in questo: non tanto nel “raggiungere un obiettivo”, quanto nel “chiarire quale meta – esattamente e concretamente – valga la pena”. Del resto, me lo avevano insegnato fin dal primo giorno di scuola: “chiarire l’obiettivo” è già mezzo percorso fatto. E non è che l’”obiettivo” si chiarisca una volta per tutte. Tutt’altro.

Credo che questi giorni siano particolarmente adatti a smettere di fare e mettersi ad ascoltare. E lasciar emergere.

Buon Natale.

2 thoughts on “Emersioni natalizie: quale meta?

  1. Difficilmente il fiuto mi tradisce. Sapevo bene dove stavo riponendo la mia fiducia affidandoti Coachingstudio. Ti auguro soltanto, per il nuovo anno, di riempire bene il tuo tempo, in modo oculato e piacevole.

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