Legge 4/2013: ISO, UNI o che altro?

Nuove leggi, nuovi dubbi.

Lo scorso gennaio 2013 vedeva finalmente la luce una legge dello Stato destinata a suscitare qualche inquietudine, anche tra i coach. Ci riferiamo alla legge n. 4/2013, secondo la quale le professioni non rientranti nei già esistenti Albi e Ordini devono darsi una regolamentazione oggettiva e universalmente leggibile. Lo scopo è quello di garantire libertà e trasparenza dei rispettivi mercati, a favore della concorrenza da un lato e della tutela dei clienti finali dall’altro. In quale modo? L’articolo 6, dopo aver spiegato che la legge “promuove l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell’attività dei soggetti che esercitano le professioni”, precisa che “la qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di seguito denominate ‘normativa tecnica UNI’”. Normativa tecnica che, è bene chiarirlo subito, al momento non esiste: pertanto oggi, luglio 2013, non è possibile per nessuno certificare chicchessia come coach secondo la (appunto inesistente) norma UNI.

Per capire cosa sta succedendo e cosa dovrà succedere, abbiamo partecipato l’8 luglio scorso al webinar che ICF Italia ha promosso con l’intervento di Franco Fontana, membro della Commissione UNI U08 “Professioni non organizzate”.

Un ampio articolo di Mattia Rossi approfondisce e spiega. legge-4_2013.pdf

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