Coachingstudio header image 2

Professionalità nel coaching

April 8th, 2009 · 11 Commenti

Prendo spunto da un commento sulla regolamentazione della professione (grazie, Giancarlo!) per proporre un approfondimento su un tema caro alla Federazione Italiana Coach, a suo tempo trattato con passione, raccolto e condiviso in un documento che non perdo occasione per far circolare.

Eccolo qui nella sua versione leggibile e sintetizzata.

professionalita.pdf

Categorie: Coaching

11 responses »

  • 1 Francesco di Coste // Apr 22, 2009 at 10:10 am

    Noto che sul Gruppo di discussione in Linkedin, vi è un “silenzio così assordante”. Forse abbiamo sollevato un tema che non interessa a nessuno?

  • 2 marina // Apr 20, 2009 at 9:41 am

    Bene, sono davvero contenta per tutta questa polvere sollevata, Ho provato a riassumere e ho postato il seguente commento sull’area gruppi Linkedin gestito dalla FIC http://www.linkedin.com/groups?about=&gid=952157&trk=anet_ug_grppro, a cui vi invito ad iscrivervi per partecipare a questa o a prossime discussioni.

    “L’argomento, trattato sul mio blog http://www.coachingstudio.it, ha prodotto molti commenti, che vi invito a visionare, e che cerco di riassumere:
    - sarebbe bello che la FIC stessa agisse da coordinamento su conversazioni innescate dagli associati (e non), quindi la richiesta è che la FIC sia più presente con chi vi si avvicina. anche attraverso le nuove tecnologie web
    - si nota distonia tra ICF e FIC, anche nell’accoglienza verso i coach non certificati (che cmq esistono)
    - la FIC dà spazio e visibilità in prevalenza ai membri del comitato organizzativo, quindi ai coach certificati, poco agli associati
    - Il ruolo del comitato FIC andrebbe reso più chiaro e trasparente, così come i criteri di elezione dei futuri membri (lo scopo vero dovrebbe trasparire: attirare più associati coach, soprattutto tra i coach che cmq esercitano)
    - Presidente e Vice dovrebbero essere eleggibili da tutti gli associati
    - sarebbe utile eliminare il sospetto che le scuole di coaching siano pubblicizzate per attirare nuovi iscritti
    - si parla del nuovo statuto, ma non si è dichiarato entro quando sarà pubblicato
    - chi si avvicina alla FIC vorrebbe risposte rapide e precise, cosa che al momento non accade, su temi come la certificazione, come si diventa coach, come scegliere la scuola giusta ed altro
    - gli eventi nazionali (e regionali) dovrebbero essere dedicati più ai coach che non al farsi conoscere dalle aziende, oppure occorre studiare eventi con target diversi
    Con spirito di servizio, per dare una mano. Saluti cari
    Marina Fabiano

  • 3 Marco B. // Apr 20, 2009 at 9:22 am

    Il malfunzionamento del sito internet come causa della mancanza di comunicazione con la Federazione centrale viene tirato in ballo ormai da circa un anno, e si stenta a credere che con tutti gli strumenti informatici esistenti si sia sempre allo stesso punto di prima.

    Complimenti a Davide e Francesco per aver centrato quello che secondo me è un aspetto delicato: il rapporto tra le funzioni associative e la spinte commerciali provenienti - più o meno direttamente- dalle persone che se ne occupano.Anche in sede di conferenza annuale ho notato maggiore attenzione alla corretta allocazione degli spazi espositivi rispetto agli aspetti essenziali relativi al coaching : da questo punto di vista mi è sembrato di essere a una fiera sul coaching, e non a una conferenza tematica.

    Sugli eventi nazionali - conferenza e networking- la mia idea è che siano a torto considerate delle priorità rispetto a tutte le altre attività associative: con due manifestazioni eccezionali, per quanto ben riuscite, non si riesce a colmare quell’ evidente vuoto generale rilevato da più parti.

    Si parla di cambiamenti in atto , di un nuovo statuto su cui si sta lavorando: se arriverà come un editto, prepariamoci ad altri mugugni. Anche i regional leader dovrebbero essere scelti dagli associati, e non nominati, se non altro per garantire loro quell’autorevolezza che il delicato ruolo richiede.

    Un saluto
    Marco Barrotta

  • 4 Francesco di Coste // Apr 19, 2009 at 9:33 pm

    Caro Davide e cara Marina mi ritrovo in chiara linea di assonanza con quanto commentate su questo topic.
    Stavo pensando che questo dibattito, con i 7 interventi fin qui raggiunti e gli altri in divenire, possa anche parallelamente svilupparsi sul Gruppo di Linkedin citato da Davide.
    Come è scritto nella sacra Vulgata “neque accendunt lucernam et ponunt eam sub modio sed super candelabrum ut luceat omnibus qui in domo sunt” (Matteo 5,15)
    Proprio perché, in certi atti come la guida e l’amministrazione di cose associative o federative, non vi è nulla di privato che non pssa esser rivelato, non credete?
    Un cordiale saluto a tutti.

  • 5 Davide Tambone // Apr 19, 2009 at 8:28 pm

    Grazie di nuovo Francesco, hai dato voce anche ad un altro mio pensiero.

    Anche io ricevo puntualmente richieste di informazioni e approfondimenti; rispondo e incontro persone (quindi regalando il mio tempo su base volontaria), e lo faccio sia perchè ho un “ruolo territoriale” dai contorni ancora in via di definizione, ma soprattutto perchè non arrivano risposte dal nostro principale organo di visibilità e comunicazione, che è il nostro sito internet.

    Fortunatamente non ho nessuna scuola di formazione e non ho quindi potenziali conflitti di interessi. Mi rendo conto di quanto delicata sia la questione per chi invece ce l’ha.

    Tre mesi fa ho scritto un commento sul gruppo Federazione Italiana Coach su Linkedin ponendomi il dubbio se stiamo creando visibilità per far crescere il coaching o gli iscritti alle scuole di coaching.
    Fa una grande differenza ed il tema credo abbia bisogno di riflessione e spazi più ampi, soprattutto per evitare di “bruciare” questa professione seria come già avvenuto in altri campi (vedi PNL e altro).

    Ho anche espresso la mia opinione a membri del comitato circa il “taglio” degli eventi nazionali F.I.C. (convention e networking week end): preferirei fossero momenti di scambio di esperienze tra coach, tra diverse filosofie di coaching, tra scuole di pensiero, piuttosto che eventi che puntino alla sola visibilità presso le aziende o per raccogliere nuovi soci.

    Vedremo che effetto ha avuto, nel frattempo utilizziamo la FIDUCIA e continuamo a confrontarci su questo splendido spazio virtuale messo a disposizione da Marina.

  • 6 Francesco di Coste // Apr 19, 2009 at 9:46 am

    Ho ricevuto numerose mail private ed sms di vario genere.Eccone una sintesi:

    - Bravo Francesco!

    - Scusa, ma sino a due anni fa non eri anche tu nel Comitato della Fic?

    - Grazie di aver sollavato la questione che appare spinosa e contraddittoria. Speriamo ci sia una presa di posizione ufficiale da parte della Federazione

    - Il fatto che tu auspichi è stato fatto, infatti sono state aperte le candidature a tutti i Soci attraverso la Newsletter

    - Perché non raccogliamo 50 firm di Coach italiani associati, ed interessiamo della questione ICF, dal momento che sta entrando in carica una persona come la D’Alessio che conosce bene il caso Italiano?

    Naturalmente ringrazio tutti, sia chi mi ha scritto per esprimere un consenso sia chi ha espresso dubbi o perplessità sulla mia proposta.

    Vorrei solo ribadire un fatto che appare oggi disfunzionale a molti Associati.

    Molte persone brancolano nel buio quando si tratta di ottenere risposte competenti riguardo al Coaching
    come professione,
    come accreditamento,
    in termini di servizi che possono ricevere etc.
    La prova sta nel fatto che persone non deputate a fornire queste risposte, tra cui lo scrivente, Marina Fabiano ed altri validi colleghi, ricevono settimanalmente rihieste di vario genere (dalla certificazione, alla richieste bibliografiche, ai servizi offerti dalla FIC). Quando posso offro una mia soluzione, e puntualmente invito gli interessati a volersi mettere in contatto con FIC.

    Stranamente accade invece che, le persone ricevono tempestive ed esaustive risposte dal comitato ogni qualvolta si tratta di essere indirizzate presso Scuole di Coaching.

    Ora, la domanda è inevitabile: vi è per caso una ipersensibilizzazione
    verso il TEMA del FARE RECRUITING DI NUOVI E SEMPRE PIU’ALLIEVI COACH? Le edizioni delle Scuole si moltiplicano e ne nascono di nuove ogni mese.
    Con la stessa famelica velocità con cui le Società finanziarie vendevano crediti SUBPRIME a potenziali clienti insolventi, così oggi registriamo una “vendita allo scoperto” di felicità realizzativa attraverso la professione del Coach.

    Meditiamo su questo tema!

    La settimana scorsa ho incontrato a Roma due colleghi israeliani che hanno una Scuola a Telaviv e mi hanno riferito che laggiù le Scuole sono arrivate al punto di sottrarsi gli allievi durante il percorso, accreditando i mesi svolti dall’allievo presso un’altra Scuola concorrente.
    Gli israeliani sono già passati dall’ottica del “cambio mutuo” all’etica del “cambio Scuola”.

    Invito tutti a meditare su questa mercificazione dell’accreditamento.
    Forse dovremmo chiedere ad ICF che statuisca una ulteriore modalità per diventare Coach: che è quella di aver avuto come Mentor un Coach che segua l’allievo per un certo numero di mesi. L’aver svernato in una o più Scuole di coaching potrebbe non essere più la condizione necessaria per diventare Coach.

    Con stima e rispetto verso chi crede nello spirito del coaching come “arte e scienza” dello sviluppo umano.

  • 7 marina // Apr 17, 2009 at 10:40 am

    L’ ampliamento dell’elettorato attivo proposto da Francesco è un’ipotesi che condivido, anche se potrebbe essere di portata relativa (limitata cioè all’elezione delle cariche principali), ove si pensi alle dichiarazioni rilasciate dalla presidente in carica Laura Quintarelli nel corso della Conferenza sul coaching di febbraio: si sta valutando di diminuire il numero dei componenti di Consiglio direttivo e Comitato operativo della FIC, e di affidarsi esclusivamente ai team per svolgere le principali funzioni associative. Il punto principale è che tali propositi di cambiamenti futuri non hanno - come spesso capita- un termine di attuazione, e per dei coach o aspiranti tali abituati a ragionare in termini di obiettivi ben formati si tratta di un aspetto difficile da accettare.

    Un breve commento sul primo dei due interventi effettuati da Francesco. ICF rappresenta di certo la stella polare del Coaching a livello mondiale, ma non osa definirsi l’organo di categoria internazionale della professione. Piuttosto che dividere si propone di unire, di creare partnership e non differenze o , peggio, centri di potere.

    Per finire alcuni dati, tratti dal Background Information & Membership Facts - April 2009 (che si può trovare nell’area communities di http://www. coachfederation.org): ICF conta fino all’ultima rilevazione 17400 membri nel mondo, di cui 4791 sono coach accreditati (meno del 30%); la Federazione italiana ha 223 iscritti (senza contare i soci new entry) , con 144 accreditati(oltre i 60%); la percentuale tra accreditati e iscritti nel Regno Unito è del 23%, in Francia del 19%,in Germania del 20%, in Spagna del 21%.
    In Italia dovremmo essere più avanti di molti altri Paesi, secondo le cifre, che spesso però non dicono tutto.

    Grazie , un saluto.
    Marco Barrotta

  • 8 Davide Tambone // Apr 17, 2009 at 4:15 am

    Cari amici e colleghi, condivido fortemente le idee di Francesco.
    Oggi con la dimensione e la visibilità che stiamo assumendo a livello nazionale, può rivelarsi importante lanciare segnali coerenti di apertura, accoglienza e partecipazione attiva, anche in questo modo.
    Inoltre questo approccio potrà rivelarsi più democratico, portando arricchimento a tutta la comunità.

    Sono consapevole del rischio che il modello attuale restringa molto la “prospettiva dello scenario” ad alcune scuole o orientamenti, seppur posso comprendere il motivo che lo reso tale.

    Sono a conoscenza, anche attraverso la newsletter FIC, che si sta riscrivendo lo statuto, ed a breve conosceremo le novità, probabilmente ci sono già cambiamenti anche su questo fronte.

    A presto.
    Davide

  • 9 Francesco di Coste // Apr 16, 2009 at 3:34 pm

    A seguito del mio intervento sul blog, alcuni amici Coach mi hanno scritto per segnalarmi il fatto che le candidature a entrare nel comitato
    della federazione italiana coach sono già aperte a tutti i coach della Federazione. …. E su questo non ci piove.
    Tuttavia io mi riferisco non alla elegibilità, ma al meccanismo di elezione attiva dei membri del Comitato. Meccanismo che oggi fa sì che a votare per Presidente, Vicepresidente e Membri
    del Comitato, alla fine, siano solo i 7-8 membri (del Comitato) e il Presidente e VicePresidente e NON, INVECE, la Comunità dei Coach italiani.

    Da qui potrebbero nascere delle critiche, come in passato, di un club autoreferenziato.

    Un cordiale saluto a tutti

  • 10 Francesco di Coste // Apr 16, 2009 at 12:58 pm

    Buongiorno a tutti, intervengo su questo tema sollecitato da Marina e commentato da Marco B. per far presente alcune ipotesi di proposte sui meccanismi che presiedono la Governance del Coaching in Italia.
    Da più parti si avverte l’esigenza di chiarire i compiti ed i ruoli degli organi di autoregolamentazione della Professione.
    La Federazione (FIC) è, in Italia, il “contenitore” deputato a fare ciò. E lo fa con spirito di servizio a volte bene a volte meno bene, ma sempre in spirito di servizio.
    Quello però che oggi appare poco coerente, in rapporto all’evoluzione della professione e al numero degli associati e dei sempre nuovi simpatizzanti, è la modalità di organizzare la selezione dei Coach e cooptarne i membri all’interno del Comitato che governa la federazione (FIC).
    Se, infatti, negli anni pionieristici del Coaching in Italia, poteva aver senso il meccanismo della cooptazione, espresso il più delle volte sulla base di candidature sollecitate dal Presidente o Vicepresidente e poi validate dal Comitato, oggi appare sempre più funzionale e democratica un’altra metodica e cioé che TRA TUTTI GLI ASSOCIATI COACH sia aperta la possibilità di delegare dei loro RAPPRESENTANTI all’interno del Comitato della FEDERAZIONE.
    In pratica, come da parte di molti associati viene sempre più richiesto, sarebbe opportuno aprire le elezioni a TUTTA LA COMUNITA’ dei Coach e NON SOLO all’interno di un ristretto ambito, il Comitato, che potrebbe non essere rappresentativo della molteplicità di
    Istanze
    Metodiche
    Orientamenti
    presenti tra i circa 200 Associati.
    Grazie dell’opportunità dello spazio.

    Francesco di Coste

  • 11 Marco B. // Apr 9, 2009 at 7:55 am

    Grazie per il modello di auto-regolamentazione che hai pubblicato, Marina , molto utile e chiaro. Peccato doverlo vedere apparire solo sul tuo blog in risposta a uno spunto proveniente da un collega, piuttosto che trovarlo sul sito istituzionale della Federazione Italiana Coach , a disposizione di tutti quegli associati che volessero visionarlo.

    Ti dirò,dopo aver letto e condiviso il documento: mi riesce difficile l’accostamento tra l’International Coach Federation e la Federazione italiana coach per il fatto che le due associazioni, pur essendo accomunate nei principi ispiratori , differiscono a mio parere in molti aspetti operativi, risorse finanziarie a parte: ad esempio l’area Communities del sito dell’Icf è una porta aperta per tutti gli iscritti, senza filtri imposti da comitati o web master di sorta,come avviene per esempio per la pubblicazione di strumenti nell’area Risorse della FIC; inoltre le conferenze annuali internazionali offrono possibilità identiche a tutti, persino ai non membri, e quindi anche ai coach non certificati, mentre in Italia gli speaker sono rigorosamente PCC o MCC, come i presidenti della Federazione nazionale.

    Per questo la possibilità che l’ICF in Italia possa cambiare connotati e assumere nei fatti le sembianze di un nuovo Ordine professionale è da tenere in seria considerazione, e secondo me da evitare in tutti i modi.

    Grazie, buona Pasqua.
    Marco

Lascia un Commento