Non ero mai stata in questo teatro. Affascinante, un’aria un pò bohemienne, pochi posti, il palcoscenico subito lì, a portata di occhi e orecchie, lo puoi quasi toccare. Puoi toccare l’attore, quasi. Urca! Le prime sensazioni sono di appartenenza (mi corrisponde, questo ambiente), di partecipazione (sono dentro la storia), di concentrazione (non penso ad altro).
Poi arriva Corrado D’Elia e inizia “Novecento“, la storia del pianista sull’oceano, per intenderci, quella famosa di Baricco, la conosce (vagamente) persino mio marito che notoriamente non legge, non sa, non ricorda. La partenza è sotto tono, quasi timida, ho il sospetto che sia una mossa voluta per agganciare subito l’attenzione del pubblico; dopo poche battute lì davanti a me c’è il trombettista, l’amico di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, il pianista più bravo del mondo, quello che non è mai sceso da quella nave e alla fine è affondato insieme al suo guscio. Oh! Ho rivelato il finale: non dovevo?
Per tutto il tempo Corrado tiene il pubblico inchiodato alla storia, sai già come procede, eppure aspetti le prossime battute, le senti dentro, le assapori, le inghiotti, diventano tue. Se posso riassumere, è stata emozione pura, e il ricordo sarà con me per un bel pò.
Grazie.




4 responses »
1 Riflessioni di un commercialista // Nov 4, 2008 at 1:38 pm
forse il post in firma può interessarti.
un ottimo esempio di leadership ed un ottimo esempio di teatro.
ciao
andrea
2 Riflessioni di un commercialista // Oct 16, 2008 at 10:52 am
Qualche anno fa da neo laureato avevo provato a convicere un piccolo teatro milanese ad appoggiarsi ad un mio cliente società di formazione…. ma loro si erano opposti per non contaminare il lavoro dell’attore….
il teatro ha chiuso.
per quanto riguarda l’uso del teatro in azienda, be è cosa già usatissima per quanto ne so…
come il cinema, la vela, la scherma….ecc..
a volte nella formazione l’aspetto ludico prevale su quello professionale..
3 marina // Oct 16, 2008 at 8:09 am
bene, vuol dire che il fiuto non mi inganna. sto pensando ad eventuali contaminazioni tra manager di teatro, attore, manager d’azienda,… coaching. qualcuno ne ha già sperimentato il mix? l’obiettivo è mostrare ai manager come le emozioni possano essere espresse e gestite per relazionarsi meglio con capi, colleghi, collaboratori.
4 Riflessioni di un commercialista // Oct 15, 2008 at 9:01 am
è molto bravo sia come attore/regista che come manager.
una lezione per chi vorrebbe un teatro solo sovvenzionato dal pubblico.
è davvero un’ottimo sperimentatore.
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