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Tempo prezioso

June 19th, 2008 · 2 Commenti

Nei momenti di affanno, la soluzione è nascosta nel tempo. Come i moderni aggeggi tecnologici hanno necessità di essere ricaricati periodicamente, anche noi possiamo concederci il lusso di una vacanza breve e rigenerante, per poi riprendere il filo della vita professionale con nuova e ancor più ricca energia.
Così ho fatto: qualche giorno di immersione totale nella malia della Sicilia occidentale, tra Valderice, Erice, Capo San Vito, Trapani e dintorni. Affascinata da un territorio aspro e radioso, ho incontrato persone di rara gentilezza e disponibilità, come Giovanni Prestigiovanni e suo figlio, che raccontandomi la dura e difficile vita delle tonnare di una volta mi hanno fatto conoscere un pezzo di storia di una terra che sta lentamente ma inesorabilmente cambiando.
Ma come si fa a permettersi di rallentare il ritmo angosciante a cui siamo costretti? Quali disastri possono accadere se andiamo in vacanza fuori dai giorni canonici di ferragosto?

Tempo prezioso, Sicilia

Perché non troviamo mai il tempo, l’occasione, il momento giusto, la spinta decisionale per andare in vacanza?

Già, il capo potrebbe pensare che non sono abbastanza aziendale (“Ma come, Rossi, proprio adesso vuole andare in vacanza? Io, sono 10 anni che non mi prendo un giorno di ferie, e grazie a questo occupo una posizione importante!”);

il collega potrebbe prendere il sopravvento nella corsa alla carriera (“Ottimo, Rossi, se te ne vai in vacanza farò in modo che il progetto più importante dell’anno parta proprio in questo preciso istante, così sarò io il prescelto per guidarlo”);

i collaboratori faranno grandi disastri in mia assenza (“Dai, ragazzi, Rossi non c’è e perciò possiamo rallentare il ritmo, arrivare in ritardo, passare ore al caffè, battere la fiacca senza alcun controllo: è proprio vero che via il gatto i topi possono allegramente ballare!”;

nessuno si accorgerà della mia assenza (Rossi chi?)

Di fronte a questi timori, ci vuole una strategia preventiva che porti a costruire relazioni di fiducia con le persone che ci circondano, e qualche suggerimento per andare tranquilli in vacanza fuori stagione:
- concordare con il capo il periodo migliore per assentarmi offrendomi di preventivare il più possibile e di recuperare al mio rientro;
- lavorare in sintonia con i colleghi affinché le responsabilità più visibili siano condivise;
delegare con efficacia perché i collaboratori siano in grado di agire in autonomia e alla fine ricevano il feedback che meritano;
- tenere sporadici ma consistenti contatti affinché la mia assenza non crei problemi e sia comunicata con il doveroso utile anticipo;

Per la strategia preventiva il lavoro è un po’ più ampio di qualche frase ben articolata e illuminante, e parte da una profonda e onesta riflessione sui comportamenti che ci contraddistinguono. Hai tempo per parlarne?

Categorie: Coaching

2 responses »

  • 1 marina // Jun 20, 2008 at 2:43 pm

    Cosa rischi di perdere se ti assenti per qualche giorno, avendolo programmato con un filo di anticipo e perciò avendo predisposto del lavoro preventivo? Telefonerà proprio adesso il clientone importante e se non ti trova sparirà nel nulla? Vai in vacanza tranquilla, e al tuo rientro scoprirai che non è successo nulla di grave: basta portarsi avanti e anticipare il ritardo.

  • 2 daniela // Jun 20, 2008 at 2:22 pm

    Ciao Marina, parole sante!
    Ma come si fa quando lavori autonomamente, tutto dipende da te e non c’è -ancora- nessuno a cui delegare? Sono sicura che una soluzione c’è, comincerò a pensare ad una strategia preventiva!
    Intanto mi godo le tue foto della Sicilia!

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