Lavoriamo con il coachee da un bel po’ di tempo e abbiamo assaporato insieme dei risultati smaglianti. Nell’ultimo periodo, però, le cose sembrano muoversi al rallentatore. Sembrava pronto ad attuare importanti cambiamenti (come ne abbiamo già visti in passato), ma poi ha fatto marcia indietro. Abbiamo provato con strategie diverse, abbiamo condiviso la nostra osservazione; alla fine gli abbiamo spiegato che siamo senza ulteriori risorse, che la relazione di coaching sembra non progredire e che per questa ragione abbiamo la sensazione di mancare di integrità nelle sessioni che stiamo offrendo. Che fare? Come aiutare il coachee a procedere?

Un paio di punti sembrano degni di nota: la prima riguarda l’integrità del coach e la seconda è la perdita di fiducia in noi stessi nell’attraversare situazioni simili, in effetti non proprio rare. Il passato ricco di successi è lì da vedere: basta ripensare a ciò che ha funzionato, ciò che non ha avuto seguito, e ripartire da lì. L’analisi della situazione, punto per punto, successi e insuccessi compresi, aiuterà a identificare insieme le ragioni del blocco e le eventuali alternative possibili.
Sono subentrate preoccupazioni laterali? C’entra la famiglia, la situazione finanziaria, altre barriere? I cambiamenti importanti di cui il coachee dovrebbe essere protagonista sono veramente farina del suo sacco o in qualche modo lo abbiamo “spinto” a decidere?
La sensazione di integrità è forse la parte più delicata. In che senso sentiamo di mancare di integrità? Perché siamo pagati per delle sessioni che non portano ad azioni precise? Perché pensiamo di non essere davvero di aiuto? Se riteniamo di non apportare alcun valore con le nostre sessioni di coaching, forse è il momento di accompagnare il nostro coachee ad incontrare un altro coach, migliore di noi (se è di coaching che ha ancora bisogno). Il nostro“fare coaching” porta risultati se anche noi viviamo la sessione positivamente. L’integrità deve far parte di ogni nostra relazione di coaching senza il minimo dubbio al proposito.
Se invece stiamo perdendo fiducia nelle strategie che stiamo adottando, possiamo sempre affidarci ai consigli di un collega-coach o del gruppo di supervisione di cui dovremmo far parte.
Oppure, la mancanza di progressi è misurata secondo i nostri termini. O ancora, il coachee è in un momento statico e non desidera impegnarsi al cambiamento. Abbiamo provato a chiedergli cosa ne pensa? Tutto sommato l’opportunità è ottima per mettere alla prova le nostre competenze di coach, senza per questo mettere in dubbio integrità e fiducia in noi stessi. E’ il momento di passare ad un nuovo livello di coaching, dichiarando coraggiosamente il momentaneo fallimento di entrambi. Con Spina Dorsale e Cuore (Backbone & Heart).
Che ne dici? Hai vissuto situazioni simili? Come le hai attraversate?
Cosa hai portato a casa? Che suggerimenti daresti ad un collega alle prime armi?




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