Coachingstudio header image 2

Chi dice donna…dice coaching

February 18th, 2008 · 0 Commenti

E’ inutile che in politica puntiamo alle quote rosa e nel mondo del lavoro gridiamo allo scandalo perché le donne dirigenti sono pagate meno e le occasioni di carriera sono elargite con il contagocce.

Ci siamo mai chieste perché sono maschi i cuochi osannati dalla critica culinaria, i professori di chiara fama dottrinale, i parrucchieri costosissimi e di gran chiacchiera, i medici più ricercati, i signori della musica e della cultura, gli scrittori più letti, i dirigenti più richiesti, e non so quante altre categorie ho volutamente dimenticato?Sono giunta ad una conclusione semplice e semplicistica. Perché le donne non sono disposte a troppi compromessi, né a grandi rinunce. Perché gli uomini vogliono apparire e le donne no. Perché gli uomini prediligono vantaggi terreni e le donne hanno valori più eterei. Perché gli uomini lottano per il potere e le donne il potere lo sanno esercitare dietro le quinte.
Si dice pure che l’abilità decisionale sia una dote di leadership al maschile. Al contrario: le donne disegnano un’attenta strategia nel programmare le decisioni, e far succedere i fatti, che contribuisce a dirigere la propria vita verso obiettivi e mete che più le appagano.Nel coaching, la solfa si ripete. Solo che in questo campo gli uomini che lo esercitano non sono moltissimi, mentre le donne lo professano bene equilibrando successo ed impegno. In forma verbale arricchita dalla scrittura. Il cyber-coaching, il contatto epistolare elettronico, l’ e-mail di riepilogo e ricordo, di ancoraggio a ciò che si è detto o all’emozione respirata durante la sessione faccia a faccia, diventa parte integrante del percorso. La scrittura gioca un ruolo fondamentale; la ricerca delle parole più adatte, le meno prevedibili, le più affascinanti, diventa abilità.A volte, mentre sfoglio il dizionario dei sinonimi per evitare una ripetizione, alla ricerca della parola dal suono o dall’immagine più gradevole e indicata al contesto, mi domando: “chi legge, apprezza la differenza tra la parola qualsiasi e quella ricercata?”. Credo di sì, perché mi piace crederlo e perché mi rispecchio in questa mia verità.
Come funziona il coaching? Il coach valuta le potenzialità del suo cliente, ne tira fuori il talento nascosto, ne affina le risorse, aiuta a colmare le lacune, smussa le spigolosità comportamentali, lo sostiene nel suo percorso verso il successo. Spesso un successo silenzioso, personale, invisibile. Rappresentato dal semplice fatto di raggiungere i propri obiettivi, dall’identificare i propri desideri interiori e dal renderli concreti, dal vivere con serenità e appagamento la propria vita.Il coach sostiene l’esecuzione del programma che il cliente ha identificato come il più adatto ai propri ritmi e alle proprie convinzioni. Il coach collabora affinché gli obiettivi siano chiari e consistenti, i traguardi non siano solo dei miraggi nebulosi, le soluzioni siano evidenti o vengano inventate con consapevole creatività. A questo punto il cyber-coaching entra a pieno titolo per suggerire di elencare una serie di azioni, agganciarle ad ogni singolo obiettivo, dichiarare i tempi previsti. In questo vedo l’ordine mentale e fisico per il quale le signore sono maestre. Tanto è vero che le donne scrivono di tutto, dalla lista della spesa alle incombenze da non dimenticare, dalle emozioni del giorno ai messaggi d’amore: ciò che è visibile, è reale. Mai curiosato nell’agenda di una donna? Chi usa le tabelle (cosa farò, come, quando, con quale scopo); chi preferisce la scrittura in libertà (fogli bianchi, pennarelli colorati, disegnini e ghirigori in appoggio); chi scopre l’ordine maniacale degli elenchi. Accompagnare il coachee maschio (cioè il cliente con cui esercitiamo il coaching) verso la struttura mentale in cui le parole scritte vivono da protagoniste non è cosa facile. L’uomo tentenna, ritiene l’atto un po’ infantile e stupido, poi ci prova e scopre che invece aiuta il ricordo, rafforza l’azione e la rende solida, si appoggia fiducioso e scopre che la scrittura regge il mondo e mette ordine nella confusione.Tra le competenze fondamentali del cyber-coaching si intuisce l’abilità di creare e mantenere la relazione. La parola scritta è l’elemento di congiunzione tra due incontri a vista: che valore ha un biglietto sulla scrivania (i pizzini del mafioso che altro erano?), una lettera imprevista (ti ho pensato, come va?), una e-mail di sollecito (come proseguono le azioni concordate?)? Impagabile! Accresce l’energia, riattiva il buonumore, ricorda che c’è qualcuno a cui interessano i tuoi miglioramenti, pensa un po’!E ancora c’è l’ascolto. Cosa c’entra l’ascoltare con lo scrivere? Come si ascolta scrivendo? Facendo domande, per esempio. La domanda scritta invita alla riflessione, permette di srotolare il pensiero fino in fondo e di svolgerlo in mille rivoli, fa niente se si perde il filo, si troverà poi il modo per riagganciare il tema principe. Le risposte possono anche essere asciutte, non siamo tutti scrittori logorroici; ma permetteranno poi di avviare una conversazione già mirata al detto/scritto scambiato.C’è chi scrive come parla, c’è chi stringe e asciuga, c’è chi sproloquia per esporre il linguaggio di lusso. Nel coaching va bene tutto, anche la sfilza di errori tanto aborriti dagli ordinati linguisti. Ciò che conta è il messaggio dietro la scrittura, è il fatto di aver pigiato i tasti o di aver impugnato la penna quanto basta per esprimersi, è lo sforzo di aver tradotto il pensiero in parole visibili. Caso mai sarà infine oggetto di “lezione” il mostrare il rispetto per l’interlocutore attraverso la rilettura e la correzione del testo.Infine, vorrei sottolineare la comunicazione diretta, chiara, limpida, semplice che caratterizza la scrittura del cyber-coach donna. Offrire un feedback (un commento sul comportamento, una propria percezione dell’altro) al coachee in forma scritta, pretende una scelta attenta e oculata delle parole e una profonda riflessione sulle possibili reazioni. Il regalo che si consegna vale l’energia profusa: uno spicchio di consapevolezza raro, impalpabile e prezioso per sempre, da mettere tra gli appunti inseparabili della nostra vita più intima, da rileggere all’infinito finché non ci si convince della nostra evoluzione al gradino superiore.

Scarica il pdf stampabile:

Categorie: Coaching

0 risposte »

  • Non ci sono ancora commenti.
    Compila i campi del form sottostante.

Lascia un Commento