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Storie di coaching: Sogno o son desto?

February 12th, 2008 · 0 Commenti

Immaginate di andare a dormire come al solito. Durante la notte succede un miracolo e all’improvviso siete in grado di gestire il vostro tempo e le vostre priorità al meglio. Come fate ad accorgervene?

Beh! Direi che il primo impatto è visibile sull’umore: niente ansia da ritardo cronico, nessun panico da scarsa preparazione, niente angosce del tipo “farei di tutto per non dover essere presente, oggi!”. Belli allegri e positivi, arrivate in ufficio. La borsa 24ore stranamente leggera (niente carte di lavoro trascinate a casa, il computer resta a riposare sulla scrivania aziendale), il programma della riunione in attesa sul tavolo, i dati da proiettare pronti e in ordine, gli appunti ben chiari dentro il cervello. Che meraviglia! Nessuna corsa al recupero di dati inattendibili e raffazzonati, nessuna scusa da porgere alla platea in attesa (chiedo perdono, non ho fatto in tempo a preparare la presentazione, adesso vi racconto quello che mi ricordo…), nessuna certezza della brutta figura in agguato, nessun senso di fallimento inevitabile. E’ un sogno? Oggi, sì. Domani può essere tranquilla realtà, dopo che il vostro coach vi ha fatto riflettere sui benefici dei piani d’azione, sull’importanza della porta chiusa e del telefono staccato (ogni tanto), sugli effetti della delega efficace, sul fare oggi ciò che domani non si sa come butta. Gestire le priorità è come andare in bicicletta: una volta imparato, non lo si scorda più.

Categorie: Casi

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