Coachingstudio header image 2

Storie di coaching: Aiuto! Non voglio fare carriera!

February 12th, 2008 · 0 Commenti

Il responsabile tecnico della produzione è proprio bravo. Intanto, le competenze tecniche sono eccellenti, quanto di meglio ci si possa augurare in un ruolo delicato, in perenne evoluzione, sempre alla ricerca della riduzione dei costi associata alla visibile evoluzione della qualità. Poi, ci sa fare, il manager-tecnico, con le persone. Il suo gruppo è sempre attivo e vivace, propositivo, con idee avventurose ma reali, dinamico e laborioso. Mai una discussione, mai un litigio, mai uno sgarbo. E allora? Sarà il caso di promuoverlo, bravo com’è! Anche perché non gli vengano bizzarre idee di farsi ingolosire da qualche eccitante offerta della concorrenza.

Ma un dedicato percorso di coaching, offerto alla figura talentuosa, rivela che l’errore sarebbe imperdonabile. Togliere lo specialista sapiente dalle sue amate tecnologie, allontanarlo dalla quotidiana risoluzione dei mille succulenti problemi meccanici, levarlo dalla cresta dell’onda dell’aggiornamento tecnico, sarebbe deleterio. Il delitto si compirebbe nell’incredulità del management inconsapevole, non avrebbe colpevoli ma solo vittime.
Il coaching permette di scoprire l’arcano e di porre provvido rimedio, trovando forme alternative di premio e motivazione per l’elemento prezioso, e salvando un gruppo affiatato e produttivo, pronto ad offrire all’azienda nuovi prodotti innovativi e qualitativamente ineccepibili per lungo ed apprezzato tempo.

Categorie: Casi

0 risposte »

  • Non ci sono ancora commenti.
    Compila i campi del form sottostante.

Lascia un Commento